A BRESCIA PRESIDIO DI LAVORATORI E LAVORATRICI DELLA SANITA’ PRIVATA, IL RINNOVO E’ ANCORA UN’INCOGNITA PER LE RESISTENZE DELLA PARTE DATORIALE

/ Luglio 29, 2020/ Brescia, Home, Sanità

Questa mattina davanti la Clinica Città di Brescia conferenza stampa unitaria delle Segreterie territoriali della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL  e presidio di lavoratrici e lavoratori della Sanità Privata nuovamente in piazza per la mancata sottoscrizione della preintesa del contratto nazionale.

Il settore sanitario privato sul territorio bresciano conta 4500 lavoratori e 18 cliniche, la conferenza stampa e il presidio delle lavoratrici e lavoratori degli enti del territorio rientra nella campagna nazionale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei rappresentanti politici dopo la mancata chiusura del rinnovo per la resistenza reiterata da parte delle parti datoriali. 

La preintesa con le associazioni datoriali AIOP E ARIS è stata firmata il 10 giugno 2020, dopo tre anni di trattative, con l’impegno entro il 30 luglio si sarebbe arrivati alla firma del testo concordato dopo aver  acquisito il parere positivo sia dei lavoratori che degli organismi dirigenti di Aiop e Aris.

“Dopo 13 anni di attesa pensavamo di essere arrivati finalmente alla chiusura, invece la parte datoriale, nonostante l’impegno del Governo, sta facendo ulteriori resistenze. Le lavoratrici e i lavoratori hanno dato parere favorevole alla sottoscrizione del contratto, mentre le parti datoriali Aris e Aiop non rispondono anche dopo l’incontro con la conferenza Stato Regioni del 22 luglio in cui le associazioni hanno avuto risposte precise rispetto agli impegni presi dalla Regioni per aiutare la composizione di questa vicenda”.

“Non vorremmo che con l’attenuarsi dell’emergenza covid il ruolo sociale di cura e il sacrificio delle operatrici e degli operatori della sanità privata sia già stato dimenticato come avvenuto in questi lunghi 13 anni per il rinnovo del contratto. Ancora una volta i professionisti della sanità privata che hanno curato e salvato vite umane sono costretti a scendere in piazza  per far valere quello che dovrebbe essere un loro diritto: il diritto al rinnovo del contratto nazionale di lavoro”.