CASA DI CURA LA MADONNINA: ANCORA CONGEDI PARENTALI NEGATI MA IL TRIBUNALE RIBADISCE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO

/ Luglio 22, 2020/ Home, Milano Metropoli

Già all’inizio del mese di luglio il Tribunale del Lavoro di Milano aveva accolto il ricorso contro la Casa di Cura La Madonnina presentato da una dipendente appoggiata dalla Cisl FP Milano Metropoli: il giudice in attesa dell’udienza aveva infatti ordinato alla società resistente di concedere alla ricorrente i congedi parentali straordinari ex art. 23 del d.l. 18/2020 negati.

Anche lo scorso 20 luglio, a seguito di un nuovo ricorso presentato da un’altra lavoratrice dell’Ente, a cui in maniera recidiva era stata negata la concessione del permesso parentale straordinario, il Giudice ha confermato il decreto emesso precedentemente ordinando la concessione del congedo e condannando inoltre la Casa di Cura al pagamento delle spese di lite in favore della ricorrente.

Il Giudice ha di fatto riconosciuto che il datore di lavoro, a fronte del diritto potestativo spettante al lavoratore in ordine al congedo parentale, può intervenire sulla ricorrenza dei presupposti di legge per la fruizione del beneficio; sull’eventuale diritto al preavviso o sull’eventuale utilizzo abusivo del congedo, ovvero sull’utilizzo del potere per finalità diverse da quelle previste dall’ordinamento. Non è previsto, invece, che l’esercizio del diritto sia subordinato ad un nulla osta da parte del datore di lavoro in relazione alle proprie esigenze organizzative.

Il Tribunale riconosce dunque l’importanza di tale congedo al fine di assolvere “alle delicate esigenze di carattere relazionale ed affettivo che sono collegate allo sviluppo della personalità del bambino all’interno della famiglia, esigenze valutate prevalenti rispetto a quelle del datore di lavoro. Viene specificato inoltre nella sentenza che “il congedo Covid non appare affatto difforme dal congedo ordinario: si tratta anche in questo caso di consentire ai genitori di passare del tempo con i figli e l’esigenza è addirittura rafforzata dal fatto che i minori si trovano costretti a subire restrizioni e privati dell’attività scolastica”.

“Riconfermato un risultato importante – dichiara Laura Olivi Segretario Generale CISL FP Milano Metropoli –  prosegue dunque il cammino intrapreso che garantisce il diritto alla conciliazione tra la cura del minore e l’attività lavorativa, diritto troppo spesso negato ed alienato. Le esigenze genitoriali del lavoratore, in questo caso appartenente al settore sanitario, sono ritenute prevalenti rispetto a quelle del datore di lavoro. Come Cisl FP continueremo con il massimo impegno a difendere e tutelare i diritti di lavoratrici e lavoratori, riservandoci qualora vengano ingiustamente negati di ricorrere presso le sedi opportune”.