PIO ALBERGO TRIVULZIO: E’ TROPPO FACILE SALIRE SUL CARRO POLITICO DI TURNO E DIMENTICARE QUANTO E’ SUCCESSO

/ Luglio 17, 2020/ Milano Metropoli

Con un comunicato unitario le categorie di CGIL e CISL della Funzione Pubblica e dei Medici rispondono alle affermazioni diffuse ad opera di altre organizzazioni sindacali riguardo alle vicende sulla gestione dell’emergenza Covid-19 al Pio Albergo Trivulzio:

“Esprimere giudizi di condivisione su atti, situazioni e con questo giustificarne la mancanza di prese di posizione o di segnalazioni di ciò che stava accadendo è facile e scontato a posteriori. Dare un colpo al cerchio ed uno alla botte giustifica una tardiva comunicazione e considerazioni a posteriori.
Ci sono due modi per fare sindacato affrontare i problemi passo dopo passo o giudicare ex post (anche con illazioni non veritiere, cioè delegando a strutture sanitarie di supporto compiti medici legali) il comportamento del 112 che non decide chi trasferire in ospedale, ma questo lo conosce chi segue i lavori in quel sistema”.

“Per non parlare delle false accuse sulle mascherine, trovatemi se esiste qualcuno che metterebbe per iscritto un qualcosa che andrebbe contro la salute e la tutela dei pazienti e degli operatori stessi.
Forse ci dimentichiamo il medico allontanato dal reparto per aver richiesto l’uso delle mascherine per
proteggere i suoi operatori o delle tante telefonate che ricevevamo dagli operatori su come comportarsi perché per non creare allarmismo all’inizio non venivano fatte usare anche a chi se le
portava da casa”.

“Nessuna disposizione nazionale o regionale è disattesa o sottovalutata e la mancata applicazione di regole dettate da puro allarmismo, piuttosto che da competenza, non è evidentemente mancanza di tutela per gli Operatori.”

“Ci saremmo aspettati una presa di coscienza delle situazioni e dopo un doveroso esame magari
proporre soluzioni. Non è compito del sindacato accertare i fatti ma di soggetti terzi, ma è compito dello stesso affiancare i lavoratori affinché siano tutelati e protetti.
Non tocca a noi stabilire la responsabilità, il nostro compito è essere vicini ai lavoratori e costantemente dare voce alle situazioni che si verificano, che per il rapporto di lavoro li vede sottostare a prassi, azioni e disposizioni talvolta non appropriate.
Screditare le attività sindacali intraprese non è un modo di agire corretto, in questa epoca la politica
sindacale e campagna degrinatoria e diffamatoria e non concreta”.

In allegato lettera risposta dirigenza medica (2)