COVID-19, REGIONE LOMBARDIA: VERGOGNA! IL PERSONALE SANITARIO VA TUTELATO, NON PRESO IN GIRO. ADOTTARE SUBITO UNA PROFILASSI SERIA E SPECIFICA!

/ 24 Marzo, 2020/ Home

Duro comunicato delle Segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL verso Regione Lombardia che contesta quanto previsto nell’ultima delibera regionale in cui si chiede a lavoratrici e lavoratori di autocertificare la propria temperatura basale e il proprio stato di salute scaricando le responsabilità di fatto su chi lavora e rischia il contagio.

“Mentre noi continuiamo a denunciare che alle operatrici e agli operatori della sanità e del socio sanitario assistenziale, ai medici di medicina generale e delle cure primarie, a tutto il personale che, in prima fila, sta fronteggiando il Covid-19, mancano i dispositivi di protezione individuale, Regione Lombardia cosa fa? Scarica su di loro, con tanto di delibera, le responsabilità!”.

“Attraverso l’ultima delibera regionale si chiede a lavoratrici e lavoratori di autocertificare la propria temperatura basale e il proprio stato di salute e così stanno procedendo le Asst sul territorio, scaricando su chi lavora e rischia il contagio (ma ormai siamo oltre il rischio, come riporta anche la stampa, con i dati drammatici dei morti e il numero crescente di personale contagiato) le responsabilità penali”.

“Regione Lombardia prima annuncia misure a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e poi, alla prova dei fatti, li prende in giro. È inaccettabile! Quotidianamente riceviamo segnalazioni che nelle varie strutture si fa uso anche di mascherine fatte con gli assorbenti o fascette di carta velina, di calzari fatti con i sacchi della spazzatura (col rischio pure di scivolare) in mancanza di dispositivi di protezione ad hoc. Questo è rispetto? Questa è tutela? E ora lavoratrici e lavoratori devono pure assumersi il carico dell’eventuale contagio?”.

“Si metta subito fine a questa vergogna, che scredita come non mai l’istituzione lombarda. Medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e ogni altro lavoratore e lavoratrice delle strutture ospedaliere pubbliche e private, ASP, RSA, inclusi i dipendenti delle cooperative sociali, in quanto particolarmente esposti al contagio vanno protetti e monitorati attraverso i tamponi. Lo ribadiamo: va adottata una profilassi specifica”.

“In più stanno aumentando la fatica e lo stress tra il personale. Notizie come quella di oggi – il suicidio di una giovane infermiera dell’Ospedale San Gerardo di Monza perché, pare, positiva al coronavirus – sono una ferita profonda. Esprimiamo cordoglio ai familiari e solidarietà e vicinanza a lavoratrici e lavoratori di tutto l’ospedale. A Regione diciamo: questo è un preciso segnale cui provvedere, anche qui, da subito!”.

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