14 luglio 2018

Sanità a Brescia, presa in carico da migliorare e risorse da valorizzare

Prima Giovanna Mantelli sul tema delicatissimo della presa in carico dei pazienti cronici, poi Diego Zorzi sulle gravi carenze di personale e su un contratto che ailavoratori della sanità privata viene negato da 11 anni.

La Cisl bresciana ha portato ieri all’assessore regionale Giulio Gallera la voce dei lavoratori della sanità e la voce delle famiglie alle prese con problemi di gestione del post-ricovero.

Lo ha fato nel corso del dibattito organizzato dal Giornale di Brescia al termine di una intensa giornata che l’assessore ha dedicato alla sanità bresciana.

In verità il dibattito si è consumato soprattutto sulla polemica innescata da un gruppo di medici contro il direttore generale del Civile, Ezio Belleri, che a fronte di un danno di oltre 6 milioni di euro l’anno per errori nella compilazione delle cartelle cliniche, ha chiuso un accordo che consentirà all’azienda di rivalersi sui compensi di coloro che continueranno a trascurare la corretta compilazione delle cartelle.

Ma non è questo il problema della nostra sanità – ha detto il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Diego Zorzi – il problema sono i carichi di lavoro dei dipendenti, una carenza di personale che è arrivata ormai a livelli insostenibili, il mancato riconoscimento ai dipendenti del comparto di quelle Risorse Aggiuntive Regionali che attendono la firma proprio dell’assessore Gallera.

Per non parlare di un contratto nella sanità privata che è sì di livello nazionale m dove la voce della Regione, se ci fosse, non potrebbe non essere ascoltata.

Giovanna Mantelli, segretario dei Pensionati Cisl, ha ribadito il sostegno della Cisl al riordino del sistema di presa in carico dei pazienti cronici, che però va iscritto in una messa a punto più generale.

Non possono essere ancora gli Ospedali a gestire questa partita – ha detto Giovanna Mantelli – perché l’Ospedale deve rispondere alla manifestazione acuta del problema, ma subito dopo ci deve essere un’organizzazione a livello territoriale, con strutture adeguate, in grado di intervenire.

La riforma regionale della sanità arriva intanto al suo terzo anno di vita. La Legge stessa prevede che se ne faccia una verifica. Sarà questa l’occasione per parlare di sanità a 360 gradi in Lombardia?

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