17 luglio 2018

ATS della Montagna: i sindacati chiedono verifiche e correttivi

Riportare in capo al territorio la programmazione e lo staff dirigenziale per i servizi socio-assistenziali e la presa in carico dei pazienti cronici, per la prevenzione, la veterinaria e la tutela ambientale. E’ una richiesta chiara quella che Cgil Cisl e Uil hanno presentato alla Regione sulla sanità in Valle Camonica. Lo hanno fatto con un documento presentato oggi alla stampa.

CI SONO SCELTE DA RIVEDERE

“Alla vigilia delle verifica dell’applicazione della Legge 23 che ha riformato il sistema sanitario regionale – scrivono le organizzazioni sindacali – sottolineiamo la necessità di apportare una serie di correttivi alle scelte operate. In questo triennio di sperimentazione si è partiti dal presupposto che fosse possibile uniformare servizi e risposte dei tre territori che compongono l’ATS Montagna. Una forzatura che ha comportato sul territorio Camuno un abbassamento della risposta ai bisogni territoriali; che non ha realizzato l’impegno di agire più decisamente sulla prevenzione che sulla cura e che ha svuotato il management aziendale”.

SOLLEVARE PROBLEMI PER RISOLVERLI, NON PER POLEMIZZARE

“Lo spirito che ci anima – scrivono Cgil Cisl Uil – è quello di sottolineare problematiche affinché ad esse si trovino le giuste soluzioni per aumentare l’efficienza e l’efficacia dei servizi a favore delle persone e delle loro famiglie”.

S.O.S. PER GLI OSPEDALI DI EDOLO E DI ESINE

Va in questa direzione anche l’appello alla Regione sulla funzionalità degli ospedali camuni, quello di Edolo e quello di Esine, il primo alle prese con un progressivo svuotamento di funzioni e ruoli sanitari, il secondo con una carenza di personale che si ripercuote sui tempi di attesa delle prestazioni.

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