28 giugno 2018

MAUGERI: L’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI DI PAVIA PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE

Il 26 giugno 2018, le organizzazioni territoriali CGIL, CISL e UIL della Funzione Pubblica e i lavoratori e le lavoratrici della sede pavese della Fondazioni Maugeri riuniti in assemblea, dopo una lunga discussione, hanno proclamato lo stato di agitazione e sono state convocate assemblee in tutti gli altri centri.

Una scelta conseguente alla volontà espressa dalla delegazione trattante dell’azienda di non pagare né gli arretrati né gli adeguamenti salariali previsti dal nuovo contratto nazionale della sanità pubblica agli infermieri che, secondo l’accordo siglato a dicembre, hanno mantenuto le tutele previste dal contratto nazionale.

La giustificazione dell’ Azienda è l’insostenibilità dei costi, ritenuti troppo elevati, un’ulteriore beffa per i circa 3mila infermieri in servizio nei 20 centri,  che saranno  ancora una volta penalizzati, dopo aver già rinunciato negli ultimi tre anni a parte dello stipendio per permettere alla ex Fondazione di sopravvivere grazie al’accordo sul taglio degli stipendi approvato dal referendum nel febbraio del 2015 che ha permesso di recuperare oltre 10 milioni di euro l’anno dal costo del lavoro.

Nella giornata di lunedì 25 giugno  si è svolto, sempre a Pavia, il tavolo di trattativa nazionale sull’accordo firmato a dicembre tra sindacati e azienda alla scadenza del piano di tagli salariali che hanno permesso a Maugeri di riprendersi dalla stangata dell’inchiesta sui fondi neri e dei rimborsi gonfiati.

Alla scadenza dell’accordo per la riduzione degli stipendi, lo scorso mese di dicembre, Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl  hanno siglato un accordo che prevedeva per tutti i lavoratori assunti alla data del 31 dicembre 2017 il mantenimento del contratto della sanità pubblica e l’applicazione del contratto sanità privata per tutti i nuovi assunti dal 2018. Ad aprile le OO.SS. sono state chiamate per una proroga dell’accordo, e nello stesso periodo è stato sottoscritto il nuovo contratto della sanità pubblica.

Nel nuovo contratto nazionale è previsto anche il pagamento degli arretrati – o meglio, degli aumenti non pagati durante il periodo di vacanza contrattuale – degli anni 2016, 2017 e 2018 una serie di adeguamenti salariali ma l’ Azienda ha chiarito di non avere intenzione di applicare questo contratto perché avrebbe un costo elevato di circa 4 milioni e mezzo. Hanno inoltre manifestato la loro disponibilità a trovare un accordo sugli arretrati nel caso in cui tutti i dipendenti,  contrariamente a quanto stabilito nell’accordo firmato, fossero  stati disponibili a passare al contratto della sanità privata.

“Nonostante la nostra richiesta di chiarimenti  – spiega Domenico Mogavino Segretario CISL FP Pavia Lodi -  niente si è mosso, avremmo accolto in maniera positiva un qualsiasi segnale da parte dell’ Azienda rivolto ad adeguare già da questo mese gli stipendi tabellari, un atto dovuto visto i sacrifici fatti in questi anni dai lavoratori del comparto. Ma ci è giunta notizia esclusivamente di un imminente ingresso in borsa, di un rifinanziamento e di un nuovo finanziamento. La situazione attuale è inaccettabile e per questo motivo abbiamo indetto assemblee in tutti gli istituti e a Pavia abbiamo ricevuto il mandato di fare tutte le iniziative necessarie. Se non andranno a buon fine le trattative ci muoveremo anche dal punto di vista giudiziale».

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