6 novembre 2014

Cri Lombardia: chiuso il primo capitolo

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Completata la prima fase di stabilizzazione del personale precario e ampliamento del protocollo.
L’accordo firmato lo scorso 23 settembre 2014 ha dato i suoi frutti. Nel mese di ottobre oltre 650 lavoratori con contratto pubblico a tempo determinato hanno aderito all’accordo sottoscrivendo un nuovo contratto di diritto privato ANPAS a tempo indeterminato. “I lavoratori – dichiara Antonio Tira, Segretario Generale Cisl Funzione Pubblica Lombardia – hanno compreso e condiviso la bontà delle scelte fatte dal sindacato. La Cisl ha fortemente voluto questo accordo e l’adesione dei lavoratori non può che essere per noi piena soddisfazione. Abbiamo rappresentato i loro interessi e al tempo stesso abbiamo fatto un significativo passo avanti nella strutturazione dei servizi territoriali”
La partita con Croce Rossa Lombardia è chiusa?
“Assolutamente no. – spiega il Segretario Generale – In queste settimane abbiamo ampliato la convenzione a tutto il personale amministrativo e a tutti i lavoratori operanti su convenzioni non AREU, coinvolgendo altri 100 operatori che vedranno consolidare il contratto a tempo determinato tra dicembre e gennaio”.
Le questioni che rimangono sul tavolo?
“Rimane  sospeso -  dice Tira – tutto il tema del personale con contratto pubblico a tempo indeterminato. In Lombardia abbiamo circa 250 dipendenti in ruolo (che potrebbero incrementarsi a seguito di una serie di sentenze) a fronte di un fabbisogno dichiarato di Croce Rossa  di 25 unità a regime. Quindi un potenziale esubero di circa 220 dipendenti”.
Quali prospettive per questi operatori?
“Le risposte – afferma il Segretario – sono nelle regole di riforma, al Tavolo nazionale che ad oggi risulta fermo negli sviluppi. Purtroppo le scadenze si avvicinano velocemente e se nulla cambia il 1 gennaio dovrebbero privatizzarsi anche i comitati regionali. Alla CRI Nazionale abbiamo 1200 militari attualmente impegnati per un concorso per 300 posti, di cui gli esclusi saranno dirottati sul Servizio Civile con il rischio, anche qui di risultare in esubero. Se così fosse non resta che il trasferimento presso altri enti pubblici, da regolamentare, piuttosto che l’istituto della mobilità”.
Quali le prossime mosse?
“Come Cisl – conclude Tira – siamo impegnati a rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori, iniziando già da subito a monitorare le capacità gestionali ed imprenditoriali di nuovi soggetti privati APS Locali. Il quadro risulta complesso ma come Cisl noi ci mettiamo a disposizione e confidiamo  nella fiducia degli operatori”.

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