21 dicembre 2018

Sciopero dei medici il 25 gennaio

I sindacati dei medici del Servizio Sanitario Nazionale saranno nuovamente in sciopero il 25 gennaio e in una giornata entro la prima settimana di febbraio.

A proclamare la protesta sono Anaao Assomed, Cimo, Cisl medici, Fp Cgil medici, Uil FpFassid., Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials medici.

La decisione è stata presa a fronte delle deludenti risposte alle richieste presentate al Governo:

1) un finanziamento del Fondo sanitario nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i servizi ai cittadini e per onorare i contratti di lavoro scaduti da 10 anni. E’ intollerabile mettere in competizione, su risorse insufficienti, il diritto alla cura dei cittadini e quello ad un dignitoso contratto di lavoro per i professionisti che quelle cure devono erogare;

2) il superamento del congelamento al 2016 del trattamento accessorio posto dalla legge Madia, restituendo la Retribuzione Individuale di Anzianità dei dirigenti pensionati, patrimonio contrattuale irrinunciabile delle categorie, ai fondi aziendali per assicurare la completa remunerazione del disagio lavorativo e la progressione di carriera alle nuove generazioni di professionisti.

3) la cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità, fissato al dato 2004 ridotto dell’1,4%, per facilitare il turnover del personale aprendo una grande stagione di assunzioni nella Sanità pubblica in grado di fare fronte nei prossimi 5 anni al pensionamento del 40% dei medici, veterinari e dirigenti sanitari attualmente operanti come dipendenti nel Servizio, completando altresì i percorsi di stabilizzazione dei precari della Dirigenza, avviati con la legge Madia, ma ancora disattesi in molte Regioni;

4) la difesa dalla libera professione intramoenia, diritto inalienabile della dirigenza medica e sanitaria del Servizio nazionale, sancito da leggi e contratti e strumento fondamentale per garantire ai cittadini la libera scelta di un professionista e per contribuire all’abbattimento delle liste d’attesa;

5) la previsione di un finanziamento adeguato per i contratti di formazione post laurea specialistici portandoli a 9.500 per anno, svuotando in questo modo il limbo formativo in cui sono ingabbiati 10 mila giovani medici che non riescono ad accedere ad un percorso formativo.

“La protesta – conclude la nota sindacale – comprenderà altre iniziative, anche di carattere giudiziario, nei confronti di chi intende disattendere la sentenza della Corte Costituzionale in tema di diritto ad avere un contratto di lavoro. Non intendiamo, inoltre, rinunciare alla decorrenza degli incrementi contrattuali prevista dalla normativa vigente e confermata anche dalla Ragioneria generale dello Stato”.

Share