4 dicembre 2018

CISL FP MILANO METROPOLI DENUNCIA: ESPERIENZA ASST SANTI PAOLO CARLO DA DIMENTICARE

asst santi paolo e carloA quasi due mesi dalla fine del primo triennio dopo la riforma del sistema socio-sanitario regionale della Lombardia, il Segretario Aziendale CISL FP della A.S.S.T. Santi Paolo e Carlo di Milano,Nicola Aprigliano, vuole fare il punto sulle condizioni in cui si trova ad oggi la neo nata ASST.

In modo particolare dall’ avvio della riforma regionale ad oggi poco è cambiato: l’offerta sanitaria è diminuita e frammentata, il personale è stato ridotto, in modo particolare quello sanitario (Infermieri), i problemi strutturali ed infrastrutturali sono rimasti, e la parte di riforma sociale non è ancora iniziata.

In attesa della ventilata realizzazione del nuovo ospedale che dovrebbe sostituire gli esistenti ospedali San Carlo e San Paolo, il personale continua ad essere gestito e organizzato in modo diverso nei 2 presidi, a partire dalla applicazione differenziata di istituti contrattuali (indennità, straordinari…) fino al trattamento accessorio della libera professione, si preferisce ignorare le problematiche del personale OTA e ausiliario che svolge mansioni superiori e che dovrebbe essere riqualificato per ’inquadramento nel profilo più idoneo alle attività svolte.

Emblematica è la situazione dei reparti di medicina che, a parità di posti letto e produttività,vede presso il San Paolo l’utilizzo del 35% in più di risorse umane rispetto al San Carlo.
Le relazioni sindacali sono difficoltose, lacunose e scarse: diverse le richieste di informazioni, dati e chiarimenti poste dalla CISL FP aziendale che sono rimaste inevase.

Il Segretario Aziendale CISL FP Nicola Aprigliano continua a ribadire, dato il CCNL rinnovato a maggio scorso, l’avvio finalmente di una contrattazione integrativa esaustiva e produttiva, e qui gli fa eco anche il Segretario Generale CISL FP Milano Metropoli Laura Olivi, che ha potuto constatare personalmente le difficoltà nelle relazioni sindacali da parte dell’amministrazione non incentrate ad una implementazione, crescita e raggiungimento degli obiettivi in tutela e rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori e professionisti.
Proprio perché la riforma regionale è nata ad isorisorse, bisogna sia nei tavoli regionali (e su questo il lavoro prosegue) che sui tavoli di contrattazione decentrata, sedersi e discutere per portare a casa i risultati e un nuovo CCIA sulle basi del nuovo CCNL sottoscritto a maggio.

L’Amministrazione prende tempo e la capacitò di tessere rapporti e azioni propositive è molto residuale e non le appartiene. Oggi i lavoratori della ASST Santi Paolo e Carlo devono contare su un Ente che riconosca le loro competenze e professionalità e che li motivi attraverso e soprattutto tessendo un nuovo modo di concepire le relazioni sindacali, la contrattazione, ecc. in grado di creare sinergiepropositive necessarie per rispondere con equilibrio alle esigenze sia dei lavoratori che della organizzazione.
Ultimo il rischio di chiusura per alcuni reparti in quanto il personale assegnato non corrisponderebbe ai requisiti previsti dalle indicazioni regionali per l’accreditamento. Il blocco dei festivi e straordinari lavorati negli anni precedenti da parte degli operatori e che ad oggi non trova risposta.

Le denunce poste dalla stessa stampa alla gestione sono numerosissime ma noi non vogliamo buttare ulteriore benzina sul fuoco, vogliamo lavorare in sinergia con questa amministrazione partendo da un punto zero, che cominci in quel momento nel delineare un nuovo cammino incentrato nel riconoscere attori del sistema, sia i lavoratori che OO.SS. che RSU, che lavorino per il benessere dei lavoratori e dell’utenza che utilizza i servizi.

La CISL FP non ha mai ritenuto che sarebbe stato facile l’avvio della riforma socio-sanitaria regionale ma si è sempre impegnata per collaborare e la situazione sembra andare avanti senza controllo, solo la buona volontà degli operatori ha impedito disagi agli utenti. Ad oggi la riforma socio-sanitaria sembra ferma. Lo sviluppo delle parte socio territoriale sembra non partire, non solo per mancanza di fondi ma anche per strutture ed infrastrutture. Il sistema di rete che consente la presa in carico del paziente cronico è deficitaria e occorre definire il paradigma organizzativo e gestionale rispetto a quello che oggi abbiamo conosciuto. Ed inoltre con quali operatori partirà se già quello attuale è insufficiente nel garantire le prestazioni? Attendiamo risposte concrete per i nostri lavoratori che tutti i giorni garantiscono la tenuta del sistema sanitario Regionale Lombardo.

Share

RSS Feed Widget
TERRITORI
FORMAZIONE
SERVIZIO CIVILE


ARCHIVIO ARTICOLI: